Racconti di Carnia e di carnici

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L’ultimo regalo

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Premetto che non sono una persona molto credente, e soprattutto non superstiziosa.
Eppure a volte, perfino persone materialiste come me si trovano davanti a segnali o situazioni che lasciano perplessi e aprono uno spiraglio a possibilità che prima non sarebbero nemmeno state prese in considerazione.
Da qualche anno, dopo la perdita dei miei suoceri, ci siamo trasferiti a casa loro in attesa di finire la nostra, e poi…. Ci siamo ambientati così bene da essere ancora qui, nella casa dove loro hanno vissuto per 56 anni.
Una notte di qualche mese fa  ho sognato mia suocera, vivendo una scena che per i 23 anni che ho frequentato casa sua ho visto migliaia di volte. Lei, sempre ordinata e curata, con pantaloni blu e il suo maglione rosso preferito, seduta a capotavola in cucina, mi chiedeva se potevo farle un favore.
“Se posso, volentieri! Mi dica pure” le rispondevo.
“Tra un po’ è il compleanno di Emma (sua vicina e cara amica da tutta la vita) e vorrei farle un regalo, lei si ricorda sempre di noi… ma c’è neve e non voglio far andare in giro Albano (mio suocero), non vorrei mai che avesse un incidente o si prendesse questa porcheria, e io ci vedo poco… le puoi prendere qualcosa tu?”
“Certo, mi dica cosa”
“Quello che vuoi tu, mi fido di te” E prese il suo taccuino per darmi 50 euro, che io rifiutai dicendo che eventualmente me li avrebbe dati dopo.
Il giorno dopo, racconto il sogno a mio marito, che si dispiace perché lui non riesce mai a sognare i suoi genitori.
Il pomeriggio, il figlio dell’amica di mia suocera viene a chiedere aiuto a mio marito per spostare un mobile, e mentre beviamo il caffè ci dice che è contento che finalmente usciamo dalla zona rossa perché la settimana dopo sua madre compirà gli anni e così può portarla a comprare il regalo.
Io e mio marito ci guardiamo esterrefatti.
“Tua mamma compie gli anni adesso?” Chiedo.
“Sì, il 17, giovedì prossimo.”
Gli racconto il mio sogno, e anche lui è perplesso, ma non quanto noi. Lui è credente, e vede queste cose come le semplici manifestazioni della vita che cambia soltanto, ma non finisce, con la morte.
Mio marito ed io decidiamo che in ogni caso avremmo “accontentato” sua madre, e insieme andiamo nel negozio del caro Paolo Mazzolini e le prendiamo una teiera antica in peltro, una delle sue passioni.

Quando arriva il momento, portiamo la teiera alla signora Emma e le diciamo che è da parte di mia suocera. Lei si commuove, bacia la teiera e dice “Lo sapevo, io lo sapevo che Maria non si dimenticava del mio compleanno! Cara, cara, Maria, per me è stata una sorella, anche più di una sorella, tutta la vita insieme, io e lei!”
Poi ci dice che lei ogni giorno parla a mia suocera come se l’avesse lì  con sè ed era certa che in un modo o nell’altro, lei le avrebbe fatto sentire che ancora le era vicina e le voleva bene.
“Perché loro muoiono col corpo e basta!” E per lei questa è un’affermazione, una  certezza assoluta, come sapere che di notte è buio e di giorno luce. Nessun dubbio, nessuna titubanza.
Vorrei avere anche io questa fede incrollabile, questa certezza che un giorno rivedrò chi ho amato e che in qualche modo loro mi sono ancora vicini…
Però ecco, questo sogno così strano e la sicurezza dell’amica di mia suocera mi sembravano una bella cosa, da condividere, si creda oppure no. Perché in fondo, anche se si tratta solo di una fortunata coincidenza, è una cosa che ha reso felice una signora anziana che ha ricevuto, dal suo punto di vista, l’ultimo regalo dall’amica di una vita intera

  1. sandro

    Cara Antonella.
    Ho letto molto volentieri questo tuo racconto di vita.
    Non ho provato cose del genere, ma comunque la cosa mi ha commosso.
    Grazie Sandro

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