Carnia, terra di confine. E anche questa pagina a volte sconfina in altri luoghi, veri o metaforici

Divagando e sconfinando, riflessioni

Quando ero piccolo io…

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Alzi la mano chi non  ha mai detto ai propri figli “quando ero piccolo io…” lanciandosi in un confronto tra il proprio passato e il presente dei ragazzi di oggi, in un dettagliato elenco di quanto fosse meglio il primo.
Chi, come me, è stato bambino negli anni ’80 e oggi è genitore, tende a condannare i programmi TV che seguono i propri figli, soprattutto perché ricorda bene quanto invece fossero diversi quelli di un tempo…
Per crescerci con la giusta apertura mentale ci presentavano personaggi come L’Ape Magà, il primo personaggio transgender della storia dei cartoni animati.

ape magà

Una tipica scena gioiosa dell’Ape Magà

Ve la/o ricordate? Prima era un’ape femmina, poi è diventata un fuco, poi non ricordo più se si sia fermata/o lì o abbia di nuovo cambiato genere. Comunque, a parte il dettaglio tutto sommato trascurabile del suo sesso,  ricordate quanto era sfigata? Anzi, sfigata è un eufemismo: quel povero insetto era proprio sciagurato. Capro espiatorio di tutte le api, vespe e creature a sei, otto e mille zampe, gliene capitavano di tutti i colori. L’intento degli sceneggiatori era probabilmente quello di trasmettere l’insegnamento morale che la vita riserba a tutti difficoltà e insidie, che vanno affrontate con coraggio e tenacia, ma intanto questo cartone ha provocato incubi e pianti in tutti i suoi piccoli telespettatori.
Non contenti dell’ambiguità sessuale di Magà, e forse anche desiderosi di dimostrare che i francesi fin da prima della Rivoluzione erano un popolo dalla mentalità aperta, i giapponesi si inventarono le avventure di Oscar François de Jarjayes, figlia di un simpaticissimo, virile e premuroso padre, il quale, dopo sei figlie femmine, “voleva un maschietto/ ma ahimè sei nata tu! Nella culla ti han messo un fioretto, Lady dal fiocco blu”..

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La femminile Lady Oscar con la regina Maria Antonietta

Oggi quella sigla sarebbe improponibile perché lesiva della dignità femminile, ma negli anni ’80 nessuno, a mia memoria, ebbe da ridire.
E così Oscar venne cresciuta come un uomo, educata come un uomo fino a diventare IL capo delle guardie reali. E delle sue sorelle, nessuna traccia. Svanite senza spiegazioni.
E che dire poi di cartoni come Remy e Dagli Appennini alle Ande? Trame ricche di gioia e spensieratezza: povertà, lutti, soprusi, ingiustizie, solitudine e avversità. Tutte concentrate nella vita di bambini sotto i dieci anni.
E Georgie? Mi sono sempre chiesta se gli autori della sigla conoscessero la trama del cartone. Avete presente? “Georgie, che corre felice sul prato/ nel suo bel mondo che pare fatato”. Poi una subliminale allusione al futuro rapporto semi incestuoso che intratterrà coi fratelli adottivi Abel e Arthur: “[…]  Georgie felice con due bei fratelli/ affezionati, vivaci e monelli/ vive con loro la sua giornata/ molto serena e indaffarata”.

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Georgie e i suoi innamorati, parenti e non

La bella ragazzina dai setosi boccoli dorati era bistrattata dalla madre adottiva e da mille altre persone, e suo malgrado si ritrovò causa di liti tra i suoi fratelli adottivi, entrambi innamorati di lei, nonché oggetto delle attenzioni morbose di una donna che credendola un ragazzo si era invaghita di lei. Al tempo creò scandalo anche per essere quasi un cartone a luci rosse nel fino ad allora innocente pomeriggio di Bim Bum Bam.
E Lupin? Questo manga ci ha insegnato a guardare con indulgenza, se non addirittura ammirazione a chi è un abile ladro. Ladro scaltro e abilissimo che però perde ogni razionalità e barlume di intelligenza di fronte alle grazie della conturbante manipolatrice e traditrice seriale Margot. (Vi prego di notare la mia classe nell’astenermi dal fare qualunque paragone con situazioni e personaggi contemporanei, nè riguardo a Lady Oscar nè Lupin o Margot…)
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Passiamo ora  ai cartoni innocenti e allegri, come Pollon. Quante volte avete sfoggiato la vostra cultura in mitologia greca grazie alle avventure di questa simpatica ragazzina cicciottella? Vogliamo parlare anche della magica polverina che “Sembra talco ma non è/ serve a darti l’allegria!/ Se la lanci e la respiri/ ti dà tanta allegria!” che lei insieme ai due orsi obesi in salopette sponsorizzava con convinzione e poi propinava a degli inconsapevoli umani in difficoltà?
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E che dire del bonario e rassicurante nonno Zeus, l’attempato padre degli dei che invece di governare Olimpo e mondo terreno, si distraeva correndo continuamente dietro a fanciulle divine e umane, suscitando le ire della morigerata nonna Era, giunonica bionda in guepière, calze a rete, stivali in lattice e frustino?
Ecco, è vero che il passato viene sempre ricordato con occhio indulgente e spesso edulcorandolo, ma non possiamo certo dire che ai nostri tempi, i cartoni fossero esattamente educativi…

P.S. Un giorno, avrò avuto sei anni, mi regalarono un’Ape Magà di plastica. Terrorizzata che portasse sfiga, la buttai via in tutta fretta, fingendo di averla persa e di esserne anche dispiaciuta.

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