Carnia, terra di confine. E anche questa pagina a volte sconfina in altri luoghi, veri o metaforici

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Mazzolini arredamenti, un negozio speciale nel cuore della Val Degano

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L’arte della falegnameria in Carnia è praticata da sempre, e per ovvi motivi: la nostra terra è infatti montuosa e ricca di boschi e corsi d’acqua.
Alberi d’alto fusto, come querce, ciliegi, castagni, noci, abeti e larici sono ampiamente utilizzati sia per la costruzione di mobili che in edilizia, e non vi è famiglia in Carnia che non conti o abbia contato almeno un falegname.

Come in tutti i campi, però, c’è chi è bravo, chi medio, chi eccelso… e tra questi ultimi non temiamo smentita se inseriamo Renato Mazzolini, noto falegname ebanista carnico nato e vissuto nel secolo scorso. Renato nel 1957 prese una decisione ambiziosa, ritenuta magari avventata o visionaria da molti, ma che invece si rivelò vincente e lungimirante: trasformare la sua bottega in un negozio dove trovare qualcosa che in Carnia, e probabilmente in tutto l’alto Friuli non c’era mai stato. A Ovaro, nel cuore della Val di Gorto, paese delle fornaci e della Segheria Veneziana, attraversato dalla strada che porta al Comelico, altra patria di mastri falegnami, apre il suo nuovo, luminoso e grande negozio dove espone sia mobili costruiti con le sue abili mani che altri di antiquariato, insieme a oggetti d’arte prestigiosi e di classe.
Da quel lontano 1957, all’alba del boom economico che avrebbe stravolto le abitudini e i gusti degli italiani, sono passati più di 60 anni, e da allora il negozio è cresciuto e diventato  unico nel suo genere. Qui, assieme a mobili contemporanei di eccelsa qualità, si possono trovare mobili d’antiquariato, argenti, porcellane, gioielli d’epoca, tappeti e oggetti d’arte.

 Renato non c’è più da molti anni ormai, e da oltre 40, dall’anno famigerato del terremoto in Friuli, il negozio è gestito dal figlio Paolo, che con la sua vasta cultura nel campo dell’arte in ogni sua forma, dell’approfondita conoscenza delle pietre preziose e gli innati buon gusto, classe e fascino, ha saputo trasformare il negozio paterno in un punto di riferimento per quanti cercano serietà, discrezione, gentilezza e soprattutto oggetti unici da regalarsi o regalare.

Paolo Mazzolini, in piedi, insieme a Toni (recentemente scomparso),  in negozio

Ho avuto la fortuna di avere uno zio falegname, intagliatore e appassionato di storia dell’arte, e da piccola passavo lunghe ore nel suo laboratorio, affascinata da quello che le sue abili mani riuscivano a tirare fuori da anonimi pezzi o tavole di legno. Il profumo del legno tagliato, della segatura, della cera d’api e della vernice per me ha ancora il sapore dell’infanzia e del grande amore che provavo, ricambiata, per mio zio.

E lui mi ha trasmesso l’amore per i mobili antichi, per l’artigianato inteso come l’opera della maestria e del sapere ottenuti con studio, devozione, passione e  tanta pratica.
Ed entrare nel negozio di Paolo, dove il buon gusto e la classe regnano accompagnati dalla loro gentilezza e cultura, è un po’ come entrare in uno dei libri d’arte di mio zio, o fare un salto nel tempo e nello spazio, trasportati dalle storie che Paolo è pronto a raccontare su ogni mobile, gioiello o oggetto esposto nel suo negozio. Così, scopriamo che una parure liberty proviene da un antiquario di Parigi, ed è stata donata da un padre neurochirurgo alla figlia durante un viaggio nella capitale francese, o che una nobildonna avanti con l’età ha trasportato la sua vasta collezione di gioielli in una scatola per attrezzi da idraulico e l’ha portata, con fare indifferente, da Milano a Ovaro, per proporla a Paolo.

Paolo, per discrezione non fa nomi, ma veniamo a sapere che tra i suoi clienti ci sono stati e ci sono nobili, miliardari, industriali, perfino star di Hollywood e top models.
Ma nonostante nel corso della sua vita abbia frequentato ambienti dell’alta società, Paolo tratta allo stesso modo chi vuole arredare con i suoi pezzi un palazzo antico o chi vuole comprare solo un pensiero di Natale da poche decine di euro. Con la stessa affabilità, cortesia e attenzione.
Io non sono una certo una milionaria, e neppure una grande amante dei gioielli, tanto che raramente ne indosso, perciò deve esserci del vero in quella vecchia leggenda che dice che a volte, è l’oggetto a decidere a chi deve appartenere, perché un giorno, sulla pagina Facebook del negozio di Paolo  ho visto un anello di diamanti dalla lavorazione talmente delicata da sembrare l’opera di una ricamatrice, più che quella di un orefice. Non ho resistito, sono andata in negozio, ho provato l’anello, che stranamente mi calzava a pennello, e… sono uscita con lui al dito!

L’anello ha più di 100 anni, e ogni volta che lo guardo, non riesco a non pensare di quanta storia questo gioiello sia stato testimone, passando di donna in donna, di mano in mano, dal momento in cui il diamante è stato tagliato e montato su quella incastonatura tanto delicata e, a mio parere, meravigliosa.
Ma la storia non finisce qui… adesso viene la parte più sorprendente: un giorno, al lavoro, mentre scrivo al computer, inorridita mi accorgo che l’incastonatura è vuota: la pietra si è persa! Disperata, cerco ovunque in ufficio, a casa, nei cassetti della biancheria, nel letto, nei bagni… ovunque, ma del diamante non c’è traccia.
Scrivo a Paolo, che mi tranquillizza e mi dice che per lui l’importante è che il cliente sia sempre soddisfatto, e che se la pietra non si trova, me la sostituirà a sue spese con un diamante di pari caratura e purezza, ma purtroppo non identico, perché oggi non si usa più tagliare queste pietre così preziose come si faceva alla fine dell’ ‘800, quando l’anello è stato creato da un mastro orafo parigino.
Sono disperata, mi viene da piangere…  anche se sollevata dalle parole premurose e confortanti di Paolo.
Quel pomeriggio vado in banca, e, aprendo il portafoglio, accade il miracolo: la pietra mi rotola nel palmo della mano.
Secondo Paolo, il merito è di… Sant Antoni da barba blancja, cal fâs cjatâ ce ca ti mancja….

Sia come sia, questa disavventura con un fortunatissimo lieto fine, testimonia comunque la rara affidabilità e disponibilità di Paolo, che vorrei sperare essere ancora oggi il tratto distintivo dell’uomo carnico, per cui la parola data, il senso dell’onore, della rispettabilità e serietà, hanno sempre avuto un valore altissimo.

Se volete saperne di più del negozio di Paolo, vi lascio i link del sito e della pagina Facebook

www.mazzoliniovaro.it

Facebook –> mazzolini gioielli e oggetti d’arte

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